Palermo insolita (2)- Inquisizione, streghe e carceri

Un'altra pagina della Palermo insolita ha le sue radici senza dubbio nella famigerata Inquisizione spagnola in Sicilia, con sede nel Palazzo Steri, a Piazza Marina a Palermo.

Stavolta il mistero ha profonde radici storiche, basate su fatti realmente accaduti tra il XV secolo e il 1782, anno dell'abolizione della Santa Inquisizione su proposta dell'illuminato viceré Caracciolo. Questa temutissima istituzione causò nell'isola condanne, persecuzioni e ingiustizie, che nascoste dietro il pretesto della lotta all'eresia, alla stregoneria e la difesa della fede, consentirono ai potenti e corrotti della città di liberarsi dai nemici scomodi o oppositori dalla "lingua troppo lunga". L'isola sembrò improvvisamente infestata da stregoni, fattucchiere e indemoniati, che, spesso vittime dello strapotere, si ritrovarono a subire torture e a morire di stenti dentro le buie carceri dello Steri, che ancora oggi conservano le tracce dei graffiti realizzati dai detenuti con mezzi di fortuna. Dentro queste segrete si trovarono rinchiuse anche persone ben radicate nell'immaginario collettivo, come Giovanna Bonanno, nota come la Vecchia dell'Aceto, una donna che con mezzi giudicati discutibili "liberava" mogli, nuore e fidanzate dalla presenza di mariti troppo prepotenti, somministrando loro un misterioso e velenoso intruglio. Questa vendicatrice, che si potrebbe definire quasi una precorritrice del femminismo, ha trascorso in questi luoghi angusti i suoi ultimi anni di vita, per morire poi impiccata ai Quattro Canti, luogo in cui secondo la leggenda, vagherebbe ancora la sua anima senza pace.

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