Tonnare e tonnaroti: vestigia di una Sicilia autentica

La tradizione delle tonnare in Sicilia trova le sue radici in un passato antichissimo.

Questi luoghi dal fascino secolare rimandano a immagini legate a un mondo a sé, quello della pesca, con regole, usi e litanie proprie, culti e riti propiziatori, vite condivise e profonde simbologie.
La tonnara era il luogo in cui si svolgeva, o meglio si "celebrava" la pesca del tonno, seguendo i tempi e i gesti dettati dalla cosiddetta mattanza. Le tonnare di Sicilia sono state per lunghi anni il fulcro dell'economia dell'isola e hanno avuto grande importanza in tutto il Mediterraneo. La pesca del tonno all'interno delle tonnare fu introdotta dagli arabi intorno all'anno 1000, proseguita dagli spagnoli e portata alla sua massima espansione nel 1800, grazie al piglio imprenditoriale della famiglia Florio, che creò le basi dell'industria conserviera e inaugurò la Belle époque in Sicilia.
Le tonnare si articolano secondo una struttura a baglio, con i cosiddetti marfaraggi, ovvero il complesso dei fabbricati a terra destinati alla lavorazione dei tonni, a magazzini, dispense e alloggi dei tonnaroti. Per quanto riguarda l'area di pesca vera e propria, questa è divisa in diverse "camere" (fino a otto) separate da porte di reti, con un ingresso per i tonni ("faratico") totalmente aperto.
Una delle tonnare più note e antiche è sicuramente la tonnara di Scopello, risalente al XIII secolo e appartenuta anche ai Florio, che ebbe la funzione strategica di torre d'avvistamento contro i pirati barbareschi.

FOTO DI A.CHINNICI CHN 2913mod