Le vie del sale: L'oro bianco di Sicilia

Le vie del sale erano gli antichi percorsi terrestri e le molteplici rotte di navigazione utilizzati in passato dai mercanti di sale, ai tempi in cui questo era un bene prezioso.

 

Questo era utilizzato come integratore alimentare, per la conservazione di alimenti come la carne e il pesce, la produzione di formaggi, la concia delle pelli.
In Sicilia questo prodotto era una risorsa preziosissima, al cuore di un'industria e di un commercio di portata considerevole. La costa occidentale della Sicilia, che va da Trapani a Marsala, è attraversata da questo itinerario di 27 saline, che vede unirsi in perfetto connubio l'incanto del mare, i cumuli di sale dal colore brillante, le luci soffuse di tramonti irripetibili e luoghi di estremo fascino, come l'oasi naturale dello Stagnone, di Trapani e Paceco, l'isola di Mothia e i luoghi del vino Marsala, tra i vini liquorosi più pregiati al mondo.
La storia delle saline trapanesi è antichissima e si fa risalire probabilmente al popolo dei Fenici circa tremila anni fa, proseguita poi dagli arabi e dagli spagnoli. I percorsi delle vie del sale sono caratterizzati dai canali che dividono le varie vasche delle saline, necessarie per l'evaporazione del sale dall'acqua per effetto del sole, i cumuli di sale coperti da tegole di terracotta e i mulini, dalla funzione e posizione strategica: essi servivano a sollevare l'acqua e a spostarla di vasca in vasca e, in seguito, anche per la macinazione.
A Paceco, nel cuore di questo percorso, si trova il Museo del sale, che permette di ripercorrere le tappe di una tradizione secolare e la storia di un territorio dove mare e terra trovano un equilibrio perfetto. Il museo racconta inoltre il valore culturale di antichi mestieri e segreti, tramandati per generazioni. Il museo raccoglie e conserva gli antichi strumenti di lavoro dei salinari e le fotografie di un passato che è ancora presente.
Dal 1991 tutta la zona delle saline di Trapani e Paceco è diventata Riserva naturale orientata.

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